Storia delle varietà di marijuanaStoria delle varietà di marijuana

Ripropongo questa Storia delle varietà di marijuana di di Robert Connel Clark, chè anche se ormai datata offre sempre degli spunti di lettura interessanti

Contents

Chi sono i Breeder e cosa significa selezionare le varietà di Marijuana

I breeders sono quelle persone che creano nuove varietà di Marijuana, solo pochi coltivatori producono semi selezionando con criterio e incrociando le piante migliori con il fine di migliorare la varietà. La maggioranza dei produttori non fa nessuna selezione, semplicemente lavora con cloni o addirittura con semi di provenienza ignota trovati nell’erba.

Il ciclo di vita della cannabis e la sua natura complicano il semplice procedimento di selezione usato per le piante: fiori maschili e femminili non vengono prodotti dalla stessa pianta e quindi le piante di cannabis non possono autoimpollinarsi. L’autoimpollinazione è il metodo più semplice e efficace per raffinare le caratteristiche desiderate dal momento che il corredo cromosomico è lo stesso per il polline maschile e l’ovulo femminile se prodotti dalla stessa pianta.

Invece nella selezione della Marijuana, il carattere desiderato deve essere presente su due soggetti diversi, un maschio e una inoltre e marijuana sono prodotti da individui femmine quindi è ancora più difficile riconoscere i caratteri desiderati nei maschi che tradizionalmente vengono eliminati non appena si notano i prefiori.

Inoltre data l’illegalità e l’elevata visibilità di un campo di Marijuana, i coltivatori preferiscono lavorare con piccoli campi e limitare le frequenze di visita, questo limita sia il numero di piante sia il tempo che il coltivatore dedica all’osservazione delle piante, è molto difficile selezionare la marijuana senza avere un luogo sicuro e stabile dove germinare e osservare le nuove generazioni di incroci e se si perdono le madri o i semi l’intero progetto si ferma. Tutti i paesi proibizionisti sono un terreno difficile e rischioso per chi vuole intraprendere progetti di selezione.

Storia della selezione della Marijuana in Nord America

Varietà di Marijuana provenienti dall’India sono state coltivate nei Caraibi e lungo tutta la costa dal Messico al Brasile già dal 1934, quando gli inglesi deportarono i servi indiani nelle loro colonie. L’uso di Marijuana diventa illegale solo nel 1937 e l’importazione su larga scala di hashish e marijuana negli Stati Uniti e Europa non comincia prima degli anni ’60.

La coltivazione di Marijuana comincia in Nord America durante gli anni ’60, all’inizio semi trovati nella marijuana importata furono piantati da consumatori curiosi, non si parlava ancora di Sinsemilla [= “senza Semi” in Spagnolo], l’unica marijuana senza semi era quella immatura e quella matura era semplicemente piena di semi.

Le varietà tropicali di Tailandia e difficilmente maturavano prima che arrivasse il freddo, comunque alcune varietà arrivavano a maturazione nelle località della costa di Florida, California e delle Hawaii dove il clima è caldo e la stagione è lunga, inoltre varietà subtropicali provenienti da Messico e Giamaica arrivavano a maturazione cresciute outdoor in 2/3 degli Stati Uniti. Queste varietà vennero chiamate semplicemente “sativa” un nome comune derivato dal nome botanico “cannabis sativa”.

All’inizio degli anni ’70, una decina di coltivatori cominciò a produrre sinsemilla. Piante senza semi venivano cresciute in campi dove i maschi venivano rimossi così da impedire l’impollinazione. Invece che produrre semi le femmine continuavano a produrre nuovi fiori coperti da gocce di resina. A metà degli anni ’70 coltivare Sensimilla diventò il metodo di coltivazione più comune.

Nel 1976 un manualetto chiamato “Sinsemilla Marijuana Flowers” di Jim Richardson e Arik Woods rivoluzionò il mondo della coltivazione in Nord America, gli autori non solo descrivevano accuratamente e con fotografie sbiadite la coltivazione della Sensimilla ma aggiunsero osservazioni sugli stadi di maturazione e quando era opportuno raccogliere per avere la marijuana di potenza e ottimale.

Ma questo libro suggeriva al coltivatore che se le femmine potevano essere cresciute senza semi, queste stesse femmine potevano essere intenzionalmente fecondate con polline maschile così da ottenere semi con corredo genetico conosciuto. Questa semplice osservazione è l’inizio della storia della selezione della marijuana.

Agli inizi i coltivatori lavoravano con qualsiasi varietà che maturasse prima dell’arrivo del freddo, dal momento che la marijuana importata era piena di semi i coltivatori avevano a disposizione le varietà autoctone dei paesi tropicali e sub-tropicali. Le varietà precoci nord messicane diventarono le preferite, le sative precoci di inizio anni ’70, come Polly e Eden Gold, erano ibridi tra piante autoctone di Messico e Giamaica e le più potenti varietà provenienti da Panama, dalla Colombia e dalla Thailandia con fioritura lunga.

La maggior parte delle varietà create negli anni ’70 è stata selezionata per la coltivazione outdoor nei posti dove la stagione estiva è abbastanza lunga da permettere alle piante di maturare, solo poche varietà per la coltivazione indoor o in serra con luci artificiali. Una volta raggiunto l’obiettivo di avere piante a maturazione veloce i primi breeder passarono al miglioramento della potenza – elevato contenuto di THC e basso contenuto di CBD – e infine ai caratteri estetici: gusto, aroma, colore.

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Ai nomi delle varietà associarono aggettivi quali: minty (aroma di menta), spicy (speziato), floral (floreale), fruity (fruttato), sweet (dolce), purple (viola), golden (dorato) o red (rosso) e così nacque la tradizione della coltivazione domestica. Il THC o Delta-1 è l’elemento psicoattivo principale della marijuana, il CBD non è psicoattivo ma influenza e modifica gli effetti del THC.

Il continuo incrocio degli ibridi portò alle sative leggendarie degli anni ’70 come Original Haze, , Polly, Eden Gold, Three Way, Maui Wowie, Kona Gold, Matanuska ThunderF. e Big Sur Holy Weed, che venivano coltivate principalmente outdoor o in serra.

Dal 1975 all’inizio degli anni ’80, i breeder continuarono con successo nella creazione di varietà sative, i coltivatori erano orgogliosi di crescere fiori più belli e più dolci e anche i profitti migliorarono. Le varietà viola guadagnarono popolarità sulla scia della straordinaria Purple Haze della California Centrale.

A partire dagli anni ’80 la coltivazione della sinsemilla diventò molto più comune, i coltivatori professionisti svilupparono sative con resa elevata e precoci e la polizia diventò consapevole dell’esistenza di coltivazioni commerciali, in particolare nell’Ovest degli USA. Piccoli aerei venivano usati regolarmente per trovare campi di marijuana nascosti in località remote per il resto i vicini – delatori – denunciarono alla polizia le coltivazioni. In breve le autorità divennero consapevoli del fatto che la marijuana matura in autunno e cominciarono sequestri considerevoli al punto che le piante venivano semplicemente contate e poi il campo semplicemente bruciato. I processi erano semplicemente fatti in base al numero di piante contate, solo piccole quantità venivano conservate per le analisi di laboratorio, che diventavano una prova in sede di processo. In parallelo all’aumento della produzione si verificò l’aumento dei campi che venivano saccheggiati. Più le piante erano piccole e più le piante erano precoci maggiori erano le possibilità per il coltivatore di portare a termine la produzione e realizzare un buon raccolto e buoni profitti.

La Cannabis cresciuta in condizioni ottimali, con abbondante acqua, sole e nutrienti, arriva a 5 metri e la resa arriva a 2.5 Kg per pianta di fiori secchi, più le piante vengono nutrite e bagnate più diventano alte e frondose, più alta è la pianta più facile è vederla, dalla strada o dal cielo. Questa situazione portò i coltivatori a desiderare piante basse che avessero comunque una buona resa.

Prima del ’75, praticamente tutte le varietà avevano eredità sativa, sative messicane, colombiane e thai – se cresciute bene – arrivano a 2-2.5 m quando piegate e 4-5 m se cresciute con spazi adeguati in pieno sole. Mentre i coltivatori continuavano a incrociare le sative precoci e a piegare e potare pesantemente aspiravano a qualcosa di nuovo: la loro salvezza fu una varietà esotica, una varietà di marijuana proveniente da lontano e chiamata Indica.

L’Introduzione dell’Indica

La maggior parte delle varietà nord americane e europee sono un misto tra varietà autoctone dall’Asia del Sud, Asia Est, Africa e Nord e Sud America incrociate con varietà dell’Asia Centrale e del Vicino Oriente chiamate indiche – dal nome botanico “Cannabis Indica” – e tradizionalmente usate per produrre hashish. Le Indiche più famose provenivano da Afghanistan e Pakistan, le indiche sono basse, cespugliose e hanno foglie grandi di colore verde scuro e in qualche modo sono più difficili da individuare rispetto alle sative, di solito maturano abbastanza presto da metà Agosto alla fine di Settembre e a maturazione sono alte tra 1 e 2 metri e producono fiori e foglioline ricoperte di resina. Tra metà e la fine degli anni ’70 vi sono state decine e decine di introduzioni in Nord America di semi dall’Afghanistan e Pakistan. Afghani No. 1, Mazar-i-sharif e Hindu Kush sono tra le prime indica introdotte e sono ancora oggi disponibili. Poi a partire dall’invasione russa dell’Afghanistan nel 1979 ancora più indiche sono arrivate direttamente in Olanda dal Pakistan. L’Indica aggiunse caratteri economicamente interessanti alle tradizionali varietà domestiche ma dal fumatore sofisticato viene considerata grezza rispetto alla sativa.

Oltre l’Indica

Ricercando genetiche di elevata qualità, i breeder rivolsero di nuovo la loro attenzione alle sative e continuarono a migliorare le varietà incrociando le sative con gli ibridi sativa/indica, in particolare le sative Sud Africane che maturano in fretta e non hanno i problemi estetici delle indiche. Le sative del Sud-Africa che crescono lontano dall’equatore, maturano a fine Agosto, hanno altezza modesta e sono abbastanza potenti e produttive. Incroci di indica e sativa come per esempio la Skunk N°1 sono vigorosi, a fioritura breve e esprimono i caratteri desiderati: potenza elevata, aroma piacevole e produttività elevata.

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Prima degli anni ’80 diversi breeder lavoravano anche con le varietà sative dell’Europa Centrale [ora considerate una famiglia a se – la ruderalis] che maturano prestissimo a fine Luglio o inizio Agosto, sfortunatamente queste piante non producono THC ma quasi solo CBD, sono poco potenti ed è necessaria una ulteriore selezione per riportare le piante a livelli di potenza adeguati. L’altro inconveniente è che questa famiglia di piante continua a produrre fiori fino a quando non viene raccolta quindi è difficile determinare il momento esatto per raccogliere così come il loro vero potenziale. Gli ibridi di ruderalis sono interessanti solo alle latitudini estreme dove poco o niente cresce.

All’inizio degli anni ’80 alcune delle varietà migliori furono portate in Olanda, lo sviluppo continuò e ha portato alle grandi differenze tra la marijuana cresciuta in Europa e quella cresciuta in America.

Banche del – Seed Bank

Durante gli anni ’80 diverse Seed Bank appaiono in Olanda dove la coltivazione di marijuana e la produzione di semi erano tollerate. La repressione che era in atto in America ha fatto si che il centro della produzione e vendita di semi diventasse l’Olanda – dove il clima politico era molto meno minaccioso. Questo ha portato alla produzione e disponibilità sul mercato di semi di qualità.

Quasi tutte le varietà di origine olandese contengono geni provenienti da una o più famiglie definite importate dal Nord America. Varietà come Original Haze, Hindu Kush, Afghani N°1 e Skunk N°1 erano varietà commercializzate in California molto prima che fossero importate in Olanda a inizio anni ’80. Dato che queste varietà erano relativamente stabili era facile per il breeder selezionare un maschio da usare per gli incroci.

Varietà come Northern Light, Big Bud, Hash Plant e G-13 arrivarono in Olanda dalla costa del Nord Ovest come talee femmine radicate, mai fu importato un maschio quindi i semi derivavano sempre da un incrocio di queste femmine con per esempio Skunk N°1 e solo raramente venivano auto-impollinate mascolinizzando le talee con ormoni.

Quando gli intenditori delle varietà nord americane commentano “Le varietà olandesi sembrano tutte la stessa cosa” questo non deve sorprendere dato che la maggior parte delle varietà olandesi ha antenati comuni. Delle 150 varietà in vendita nel 2000, l’80% contengono geni di varietà importate prima dell’85, le Seed Bank hanno semplicemente continuato a reincrociare e mischiare le varietà di origine americana, dagli anni ’80 solo poche aziende hanno introdotto qualcosa di veramente nuovo. In questa monotonia raramente arrivano novità dagli Stati Uniti o da altri paesi produttori.

Ma cosa sarebbe oggi il mercato dei semi senza le famiglie definite americane? Durante gli anni sono stati fatti tanti esperimenti e incroci e se ancora oggi persistono i geni delle famiglie definite americane, ciò conferma la loro validità.

Tra le prime varietà olandesi c’erano …Holland’s Hope e Amstel Gold, introdotte a inizio anni ’80 e disponibili ancora oggi, sebbene prevalentemente indiche non sono molto potenti, maturano molto prima delle altre varietà perché create per maturare durante la breve estate olandese, entrambe create a partire da varietà autoctone afgane.

Queste 8 varietà furono portate in Olanda dalla California come semi di varietà stabili e furono introdotte dalla ditta Cultivator’s Choice tra il 1980 e l’83. Erano già stabili e costituiscono i 2/3 delle varietà offerte dalle ditte olandesi.

Skunk N°1 diede inizio alla tradizione di coltivazione della marijuana in Olanda. Anche oggi metà delle varietà vendute hanno Skunk N°1 tra gli antenati, introdotta a fine anni ’70 è l’inizio della coltivazione indoor. Gli olandesi avevano di base una cultura da fumatori di hashish, avevano provato con poco successo a crescere la marijuana sia indoor che outdoor negli anni ’70, ma nonostante gli sforzi ebbero poco successo la Nederwiet [erba bassa] era considerata uno scherzo tra i fumatori seri.

Skunk N°1 cambiò tutto, cresciuta in serra arrivava a maturazione e dava buona produzione, anche i campi seminati a Skunk N°1 arrivavano a maturazione.

In principio era un triplo ibrido tra un ibrido Colombiano / Afgano e una pianta Mexican , su questo ibrido lavorarono per diverse generazioni in California prima di rilasciare una varietà stabile poi chiamata Skunk N°1.

Sebbene sia per il 25% indica, compatta, frondosa e con cime compatte è un ibrido prevalentemente sativo dal profumo dolce piuttosto che un’indica dall’odore acre, il nome Skunk = Puzzola è effettivamente inappropriato. Sebbene generalmente uniforme presenta diverse sottospecie, dalla Rossa alla Pelosa con piccole o grandi brattee piene di resina.

Original Haze è una varietà tardiva originaria del centro California quasi sempre cresciuta in serra di modo da permettere di arrivare a maturazione in Dicembre / Gennaio, è sempre stata un’erba esclusiva anche negli anni ’70 quando il suo prezzo arrivava già a 200 $ per oncia = 7/8$ per grammo.

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Original Haze è un ibrido di pura sativa ottenuto incrociando ogni anno le migliori femmine con una differente varietà di sativa. Cominciando con un ibrido Colombiano/Messicano cresciuto da seme il primo anno, il secondo venne usato il polline di un maschio dell’India del Sud e un maschio di Thai il terzo anno. Il gusto varia, può avere aromi di limone provenienti dalla Thai per arrivare agli aromi forti e speziati tipici delle sative olandesi.

Sebbene importata in Olanda negli anni ’80 divenne popolare a metà anni ’90 quando l’interesse degli intenditori si rivolse alle saporite varietà esotiche a lunga maturazione piuttosto che ai soliti ibridi Skunk / Nothern Lights. Almeno un 15% delle varietà olandesi ha geni Haze e la percentuale è in crescita.

Afghani N°1 & Hindu Kush sono indiche pure e crescono in natura in Afganistan, inizialmente selezionate per le cime compatte e l’elevata produzione di resina, sono varietà da cui viene raccolta la miglior charas.

Early California è un ibrido sativa/indica molto precoce importato a inizio anni ’80, è stabile.

California Orange è un altro ibrido indica/sativa ben conosciuto per il tipico colore arancione e gusto.

Hawaiian Indica è un forte ibrido indica, indica/sativa usato in molti incroci olandesi, i tratti distintivi sono le grandi brattee e l’elevata produzione di resina.

Early Girl è una varietà commerciale californiana già dagli anni ’70, è frondosa, di moderata potenza ma a maturazione veloce. Usata in molti ibridi olandesi.

Le seguenti quattro varietà furono importate come talee dalla costa Nord Ovest e furono introdotti agli inizi degli anni ’80 da Sinsemilla Seeds Company poi diventata Sensi Seeds Bank e ancora oggi offre molti ibridi ottenuti dalle varietà nord americane. Siccome non esistevano maschi, questi cloni venivano sempre incrociati con un’altra varietà per produrre semi.

Northern Lights era una varietà stabile già dal 1978 poi dopo gli anni ’80 cominciò ad avere anche geni di Skunk e Haze. Usata principalmente per incroci, suo è l’aspetto vellutato delle varietà piene di resina. Comunque tende a avere gocce di resina piccole se le compariamo alla lunghezza dei gland stalk e ad altre varietà.

Big Bud era un clone molto usato, importato a metà anni ’80. E’ un ibrido in cui prevalgono i caratteri indica ha cime molto grandi e fogliose.

Hash Plant è un ibrido Libanese/Thai, all’inizio presentato dal Super Sativa Seeds Club, la talea è stata importata dal nord america da Sensi Seeds, è un ibrido principalmente indica.

G-13 è un ibrido quasi del tutto indica creato in un laboratorio governativo nel Missisippi dove veniva fatta ricerca sugli incroci della cannabis per uso medico. [C’è chi dice che sia la varietà più potente mai creata, oltre 27% di THC e chi dice che i laboratori governativi sanno produrre solo schifezze]

Infine Sensi Seeds ha raccolto semi Ruderalis lungo le strade ungheresi, quasi semi sono stati usati per incroci nel tentativo di creare varietà molto precoci, ma sebbene ibridi con Skunk e altre varietà maturino molto presto esprimono i caratteri indesiderati della ruderalis: non smettono mai di fiorire e non maturano uniformemente.

Negli ultimi 25 anni le Seed Bank olandesi hanno prodotto e reso disponibili semi di elevata qualità, senza l’Olanda la produzione di sinsemilla in Europa e Nord America non sarebbe stata la stessa, otre 150 varietà offerte a catalogo [nel 2000] e la maggior parte ormai disponibile da alcuni anni.

Comunque il prezzo è aumentato sensibilmente, una volta la Sinsemilla Seeds Company vendeva semi importati per 25 cents e gli ibridi per 50 cents mentre ora i cataloghi presentano semi con prezzi che vanno da 1 a 10 $, è difficile immaginare che i costi siano aumentati di 10 volte così come è difficile credere che i semi di oggi siano dieci volte migliori di quelli di venti anni fa.

Il successo delle vendite ha portato alla nascita di negozi in tutti i paesi dove la vendita di semi è tollerata e anche alla nascita di nuove seed company in Spagna, UK e Svizzera, così che oggi sono disponibili oltre 400 varietà e 100 ditte che producono semi.

Anche in Olanda recentemente vi sono stati cambiamenti considerevoli, dal Marzo 2000 la produzione di semi non è più ammessa dalla Legge olandese, prima era legale crescere qualunque varietà di canapa da fibra o psicoattiva in qualsiasi contesto, adesso è legale crescere solo outdoor canapa per produrre semi o da fibra, non è ammesso coltivare canapa in serra o con luci artificiali. Anche la massima pena per traffico/coltivazione illecita è stata elevata da 2 a 4 anni.

Storia delle varietà di marijuana di di Robert Connel Clark

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