Perché è meglio non fumare cannabis ammuffitaPerché è meglio non fumare ammuffita

“Maledetta! Maledetta schifosa muffa!” Sicuramente non volete urlare questa frase in ginocchio davanti ad un giardino di cannabis devastato dalla muffa. La muffa sull’erba non è uno scherzo per chi fuma e questo articolo potrebbe salvarvi la vita, un giorno.

SI PUÒ FUMARE CANNABIS AMMUFFITA?

Su internet girano parecchie informazioni fuorvianti, che incoraggiano la crescita di alcuni tipi di muffe sulla cannabis, per potenziarne lo sballo. Tuttavia, quella patina lanuginosa che ricopre le cime deve essere evitata a tutti i costi. Non migliora affatto la qualità della cannabis. Anzi, nel peggiore dei casi, può persino causare gravi problemi di salute, per via delle micotossine presenti nella muffa.

Solitamente, chi possiede un perfettamente funzionante inspira passivamente (e inconsapevolmente) le spore di muffa fluttuanti nell’ambiente. Non c’è alcun motivo di allarmarsi (a meno che non vogliate indossare perennemente una mascherina chirurgica). Queste spore sono generalmente innocue.

La cannabis ammuffita, invece, può avere un impatto negativo sull’organismo, soprattutto se ha sviluppato una notevole quantità di muffa. I problemi di salute possono variare dalla leggera tosse a sintomi simili all’influenza, fino ad arrivare a dolori al petto, reazioni allergiche e difficoltà respiratorie.

Non vogliamo certamente terrorizzarvi, ma darvi semplicemente un utile avvertimento. Quando dovete scegliere se fumare cannabis di prima scelta o cannabis andata a male, la decisione è semplice. In realtà, non è nemmeno una scelta.

La muffa sulla cannabis non è solo disgustosa da trovare sulla propria scorta, ma è anche un rifiuto tossico a tutti gli effetti e va trattata come tale. Se avete la sfortuna di consumare erba ammuffita, sia ingerendola, fumandola o vaporizzandola, sappiate che state introducendo nel vostro corpo migliaia, forse decine di migliaia di spore batteriche dannose.

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Nel migliore dei casi il suo nauseante vi farà interrompere il consumo, e vi spingerà a gettare immediatamente tutta l’erba contaminata nel cestino dei rifiuti, senza effetti sulla vostra salute.

Nel peggiore degli scenari, invece, potreste essere ricoverati con una seria infezione polmonare e il vostro unico visitatore potrebbe essere un viscido lobbista anti- impaziente di ottenere i diritti sulla vicenda del primo decesso da cannabis documentato in tutta la storia dell’umanità. Anche se dovrebbe finire lui stesso il lavoro, probabilmente con un cuscino durante il cambio di turno delle infermiere.

INDIVIDUARE LA MUFFAINDIVIDUARE LA MUFFA

Fortunatamente, la muffa può essere individuata con una certa facilità. In alcune circostanze, i fumatori alle prime esperienze possono essere indotti a credere che la muffa sia un indice di elevato contenuto di THC.

Niente paura, si tratta di un inconveniente comune che vi aiuteremo ad evitare. Ad un occhio poco esperto, i tricomi, piccoli filamenti bianchi come cristalli, possono assomigliare a particelle di muffa, e viceversa. Il modo migliore per fare una distinzione è esaminare la cannabis con una lente di ingrandimento.

Esistono molte varietà di marijuana, con colori e aromi diversi, ma la cannabis infestata dalla muffa si riconosce velocemente. Visivamente, delle strane macchie verde scuro unite ad una peluria grigia o una polvere biancastra, sono segnali inequivocabili di muffa.

Per quanto riguarda l’ della cannabis di qualità, ogni varietà emana una fragranza caratteristica e distintiva rispetto alle altre. Ad ogni modo, la muffa produce uno spiacevole muschiato. Fidatevi del vostro istinto: se l’ è fastidioso, è probabile che le cime non siano state essiccate e conciate adeguatamente.

Per finire, la prova definitiva consiste nel posizionare la cannabis incriminata sotto una lampada UV. Le spore di muffa saranno messe in evidenza con una vibrante tonalità verde. Per coloro che hanno riposto in cantina l’attrezzatura da rave party, è sufficiente un controllo a livello visivo e olfattivo.

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PREVENIRE LA FORMAZIONE DI MUFFABud-mould-bad

Se tutto questo discorso sulle spore vi ha turbato, sappiate che esistono apposite procedure per evitare la formazione di muffa. Gli ambienti con un tasso di umidità relativa superiore al 50% sono particolarmente adatti alla propagazione della muffa.

È impossibile misurare il livello di umidità ad occhio nudo, ma per sicurezza è sempre meglio conservare la cannabis in un contenitore a chiusura ermetica, quando è completamente essiccata. Il contenitore deve poi essere tenuto in un luogo fresco e al riparo dalla luce.

Esistono moltissimi recipienti di buona qualità in vendita su internet, che garantiscono un buon controllo dell’umidità ed una tenuta stagna. Questi barattoli rappresentano la scelta migliore. Comunque, seguendo i passaggi elencati in precedenza, dovreste riuscire a conservare la vostra cannabis in buone condizioni.

A chi coltiva cannabis, consigliamo di lasciar asciugare adeguatamente le cime in un luogo buio e ben ventilato, per evitare che l’umidità si accumuli nei barattoli durante la conciatura.

LE CONSEGUENZE DELLA MUFFA SULL’ERBA PER COMMERCIANTI DI CANNABIS, & FUMATORI

Una sola pianta infettata dalla muffa ha il potenziale per contaminare l’intero raccolto. Tutto, dal resto delle piante al terreno, ai contenitori. Se state coltivando indoor, la serra o la tenda dovrà essere accuratamente pulita per fare in modo che nessuna spora sopravviva e infetti il prossimo raccolto.

Si tratta di uno scenario da incubo, potete cercare di combattere con varie sostanze antimuffa, ma il tasso di mortalità delle piante sarà comunque terribilmente alto in ogni caso. La muffa sull’erba è una minaccia che il coltivatore di cannabis accorto deve evitare ad ogni passaggio, dal allo spinello.

L’erba ammuffita è spazzatura, e nessun fumatore dovrebbe arrischiarsi a fumarla intenzionalmente, in nessun modo. Allo stesso tempo, nessun coltivatore o commerciante di cannabis dovrebbe trafficare di proposito con erba ammuffita. Altrimenti rischia di demolire al 100% la propria reputazione.

I fumatori devono evitare l’erba contaminata effettuando alcune ispezioni di routine, in modo da confermare se è pulita o se sono solo soldi sprecati.

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Ovviamente, vi consigliamo di coltivare da soli le vostre erbe in modo biologico, aggiungendo un po’ di silice liquida per rinforzare le piante, ed utilizzare sempre un substrato di prima qualità ben drenante.

NON NE VALE LA PENA!NON NE VALE LA PENA!

Per concludere, fumare cannabis ammuffita è un rischio che non vale la pena correre. Ad ogni modo, se vi trovate in una situazione disperata, potete limitare i danni – fino ad un certo punto. Se notate una leggera presenza di muffa, poggiate la cannabis su una teglia, e infornate per 15 minuti a 150°C per annientare i ceppi batterici più comuni.

Se il vostro sistema immunitario è indebolito, o soffrite di disturbi respiratori, la cosa migliore da fare è evitare assolutamente la cannabis contaminata.

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