Marijuana e Religione: Ebraismo e Religione: Ebraismo

Penso che pochi siano a conoscenza dell’esistenza di un tomo di oltre 600 pagine che porta il titolo di Cannabis Chassidis; the Ancient and Emerging Torah of Drugs e che si apre con il capitolo Dove è la Torah dell’erba? – l’autore è un giovanotto riccioluto che si presenta con lo pseudonimo di Yoseph Leib ibn Mardachya ; il libro non è l’opera di un isolato fricchettone alla ricerca di giustificazioni filosofiche, ma ha radici estese e ormai profonde.

Cannabis Chassidis The Ancient and Emerging Torah of DrugsNessun ebreo si scandalizzerebbe sapendo che si trovano in vendita i menorah-bong, sapendo che in California un famoso cuoco, Jeff Danzer, organizza degli squisiti Pot Shabbat con tutte le portate infuse di marijuana, dalla challa al dolce, o sapendo che esiste in Florida la International Jewish Cannabis Association, che esiste una Jewish Stoners Union, e che Israele è da decenni ormai all’avanguardia nella ricerca e lo sviluppo per la di marijuana a uso medico – un settore in cui è molto forte la presenza degli ortodossi.

 

Popolo ebraico e cannabis hanno un rapporto millenario che è specificamente indicato nella Torah (la prima parte della Bibbia ebraica). Israele è stata la nazione pioniera del movimento per la . Ed è anche molto interessante vedere come gli ebrei stanno oggi interpretando l’evoluzione nell’uso della cannabis.

Israele è sempre stato all’avanguardia nella scienza medica e quindi non sorprende che il “padre del THC” – Raphael Mechoulam – fosse un ebreo proveniente dall’Europa.

Il suo lavoro ha portato il governo israeliano ad accettare l’uso medico della marijuana. La religione di stato di Israele è l’ebraismo e pertanto la politica ufficiale del governo deve essere conforme alla “legge ebraica”. Questa è la ragione della sua esistenza.

È affascinante vedere come gli ebrei ortodossi in Israele si sono adattati a questo nuovo fatto. E anche come la cannabis sia vissuta dagli ebrei che si trovano altrove nel mondo. Soprattutto per i non ebrei che non comprendono facilmente le scissioni e le differenze interne su questo argomento.

Ad esempio, c’è molta differenza tra un ebreo israeliano e uno non israeliano, con tante conseguenze sullo stile di vita che influiscono sul modo in cui la cannabis viene percepita e utilizzata.

STORIA DELL’EBRAISMO E DELLA MARIJUANASTORIA DELL’EBRAISMO E DELLA MARIJUANA

C’è molta storia condivisa tra ebraismo e cannabis. E c’è una ragione. L’ebraismo è conosciuto come una fede viva poiché i suoi insegnamenti cambiano leggermente nel corso del tempo, in particolare sui temi della quotidianità e della società moderna. Questo comprende l’autorizzazione all’uso di telefoni cellulari il sabato, ad esempio.

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In generale, ci sono alcune regole di base che hanno un impatto sull’uso di cannabis. Secondo la Torah, gli ebrei devono avere una mente chiara e lucida quando è impegnata nella preghiera. Non importa dove ci si trovi. Per alcune persone questo significa non usare la cannabis. Per altri può significare il contrario. Questo è solo uno dei punti dove gli insegnamenti della Torah sono molto vaghi, o addirittura indefiniti.

La cannabis è anche spesso menzionata nei testi sacri, in particolare nella Torah (la Bibbia ebraica). Veniva utilizzata sotto forma di oli e unguenti. Molti degli oggetti di culto nella storia erano fatti con piante di canapa. Ad esempio le candele dello Shabbat, gli scialli per la preghiera e le particolari capanne costruite durante le festività religiose.

La cannabis è anche specificamente classificata come “cibo” e di conseguenza è vietata durante la Pasqua per un ramo degli ebrei moderni. Sembra che piante di cannabis fossero anche coltivate accanto alla tomba di re Salomone. Quindi sì, c’è storia fra ebrei e cannabis. Migliaia di anni di storia.

Nel 1936 un’antropologa polacca, poi emigrata negli Stati Uniti – Sula Benet, così si fece chiamare negli Usa – identificò con la cannabis il “kaneh bosm”, l’erba aromatica che per cinque volte viene citata nella Torah, a partire dall’Esodo, quando a Mosè viene chiesto di preparare con vari ingredienti un olio che verrà bruciato nella tenda dell’incontro, producendo un fumo che secondo le ipotesi più azzardate non è estraneo alle visioni di Mosè (“Hey bro! Guarda che strano quel roveto che arde e non brucia!”).

Le conclusioni di Sula Benet non sono universalmente accettate, ma non sono nemmeno relegate a una minoranza. Altri sostenitori di un legame storico tra l’ebraismo e la cannabis dicono che nello Shulchan Aruch si menziona la pianta come indicata per gli stoppini delle candele di Shabbat, che Maimonide la suggerisce per uso medico, che nel Talmud è citata più volte. In alcuni testi cabbalistici è indicata come metodo per tenere alla larga dybbuk particolarmente molesti. Tuttavia questo spiegherebbe ben poco delle fortune odierne.

Ci vengono in soccorso però le interviste ai personaggi – medici, coltivatori, rabbini, scienziati, attivisti impegnati nella legalizzazione dell’uso ricreativo e non solo di quello medico della marijuana – che operano nel settore. E qui si ottengono risposte tutte molto coerenti.

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Alleviare la sofferenza è una mitzvah, e le sofferenze possono essere non solo fisiche ma psicologiche. Essere più rilassati, riuscire a dormire, sono cose positive. La religione ebraica, con l’eccezione delle eventuali mattane di Purim, non è certo favorevole a nessun tipo di sballo – che tra l’altro impedirebbe di osservare le prescrizioni, prova tu ad alzarti per dire le preghiere del mattino se fino a tarda notte ti sei ammazzato di canne – ma come dimostrano il vino del kiddush e i quattro rituali bicchierozzi di vino durante il Seder, vede di buon occhio un uso moderato e responsabile di sostanze piacevoli.

KosherPOSIZIONE UFFICIALE DELL’EBRAISMO SULLA CANNABIS

Ci sono diverse posizioni, e si stanno evolvendo. L’ebraismo, come ogni fede, cambia nel tempo. Tuttavia gli ebrei tendono ad avere una legge religiosa che risulta un po’ più flessibile di altre fedi. Perché? Esistono così tante restrizioni e regole su salute, alimentazione e vita quotidiana. Gli ebrei ortodossi, in particolare, vengono indottrinati fin da piccoli su ciò che è permesso mangiare. Inoltre, non possono mangiare certi cibi se non sono preparati correttamente. Questo è (più o meno) il significato del termine ‘kosher’.

La cannabis, come pianta per il consumo umano, cade esattamente in questo . E per questo motivo è interessante e intrigante vedere il processo di adattamento degli ebrei, in particolare in Israele, all’uso di cannabis.

Ad esclusione dell’ebraismo, non esiste infatti nessuna grande religione che ha tenuto in questa considerazione le pianta di cannabis. L’unico altro gruppo religioso sono i rastafariani. Anche se i confronti fra religioni andrebbero evitati, è corretto dire che la religione ebraica è un po’ più completa su certe questioni.

E anche considerando le “grandi”, o almeno “antiche” religioni cristiana, islamica, buddista e indù, sia le singole congregazioni, sia i leader non toccano questo tema come invece sta succedendo all’interno della comunità ebraica in tutto il mondo.

EBRAISMO E CANNABIS OGGIEBRAISMO E CANNABIS OGGI

In questi giorni il Dio di Abramo sembra esprimersi in modo sempre più chiaro. A partire dal 2016, l’Unione Ortodossa ha certificato la pianta di cannabis come kosher.[1] Ciò significa che è in parte accettabile per il consumo umano. In Israele, i teologi più importanti, cioè i rabbini, stanno anche pubblicamente accettando che la pianta abbia una sua efficacia medica. Detto questo, il dibattito sulle conseguenze della cannabis terapeutica si è finalmente aperto.

Anche se i goyim (non ebrei) non sono di solito a conoscenza di questo, ci sono diverse divisioni nella moderna credenza e nella pratica ebraica ortodossa. E questo influenza anche l’atteggiamento delle prescrizioni religiose riguardo alla pianta. Esistono tante interpretazioni e divisioni nella fede ebraica come nel cristianesimo. Molti di questi dibattiti sono incomprensibili ai non ebrei.

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Per esempio, la maggior parte delle persone crede che la Torah ti consideri ebreo se lo è tua madre. Altre interpretazioni credono invece che l’ebraismo provenga dal padre. Infatti, in Germania, a causa delle leggi adottate dopo la seconda guerra mondiale, questo è stato ancora più confuso dal punto di vista burocratico. Se i tuoi genitori o nonni erano ebrei durante il Terzo Reich, questo significa, per definizione, che anche tu fossi “ebreo”. La questione è confusa.

Al di là di puntigli e divagazioni, i due principali rami del giudaismo formale oggi sono gli aschenaziti e i sefarditi. Gli ebrei aschenaziti non sono autorizzati a consumare legumi durante la Pasqua Ebraica. E qui la cosa si fa interessante perché, almeno in Israele, gli ebrei aschenaziti definiscono la cannabis come un legume.

Dove e come esattamente questo genere di discorsi si svolgeranno nei prossimi anni non è ancora chiaro ma sicuramente avranno un loro impatto sullo sviluppo dell’industria della cannabis.

Oltre alla pianta, ci si chiede in che modo sarà definita una medicina . In un paese dove la fede dei credenti ortodossi li fa mettere dei timer alle luci per il Sabbath, che cosa significa trattare la cannabis d’ora in poi?

E inoltre, quali saranno le implicazioni per l’agricoltura della cannabis in futuro? Soprattutto se queste tecnologie e soluzioni produttive nascono proprio in Israele?

Le future risposte a queste domande potrebbero trovarsi sulla costa occidentale degli Stati Uniti, dove si trova una grande e libera popolazione ebraica con un atteggiamento abbastanza rilassato su questa pianta. Questo è anche il posto nel mondo dove si può trovare più facilmente la cannabis kosher. Infatti, gli ebrei dello Shabbos della California hanno rapporti diretti con marche e dispensari kosher. La produzione è super importante, così come il controllo di qualità.

E anche soltanto per questa ragione diventa probabile che l’idea della “cannabis kosher” possa trovare la sua strada nelle normative e nelle coltivazioni di alcuni Stati che si trovano lontani da Israele.

Am Yisrael High

RIFERIMENTI

  1. ^ Breaking News, Orthodox Union issues first kosher certification, recuperate December-07-
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