Marijuana e Religione: Buddismo e Religione: Buddismo

L’uso di droghe psichedeliche come parte della pratica del buddismo sta ricevendo ultimamente un rinnovato interesse. Cosa c’è, nella combinazione di questa religione e delle droghe che alterano la mente, che sembra avere una popolarità tanto duratura? E siete davvero buddisti se ne fate uso?

Credere nella religione buddista significa vivere secondo un codice etico basilare. L’uso di marijuana non è espressamente vietato ai buddisti, ma sono comunque tenuti a mantenere la mente lucida per prendere le giuste decisioni. Quali sono allora i legami con la ? Un buddista può far uso di marijuana a fini terapeutici?

Un precetto è una regola di base definita per coordinare il o il pensiero. Per i buddisti esistono cinque precetti fondamentali, intrinsecamente uniti nell’impegno ad astenersi dal danneggiare qualsiasi essere vivente. Non rubare. Non mentire. Non condurre una cattiva condotta sessuale (sebbene contemplata).

Non far uso di sostanze inebrianti. Ma allora quale legame esiste tra cannabis e buddismo? Potreste trovare i motivi più diversi per giustificare l’uso di cannabis, ma ne trovereste altrettanti per non consumarla. La scelta non è una decisione etica, ma spetta solo a voi.

STORIA DEL LEGAME TRA BUDDISMO E MARIJUANASTORIA DEL LEGAME TRA BUDDISMO E MARIJUANA

L’uso di marijuana non è mai stato specificamente definito nella storia del buddismo, non essendo parte integrante della dottrina. Ecco il concetto più importante da cogliere. Se vogliamo descrivere questa religione in parole semplici, il buddista è colui che vive in modo onesto e che prende decisioni nel pieno rispetto della sacralità della vita.

I primi cinque precetti definiscono essenzialmente ciò che i seguaci devono seguire per condurre una vita ascetica. Gli otto precetti, praticati dai seguaci più fedeli, si concentrano maggiormente sui passi da seguire per evitare i comportamenti immorali.

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I seguaci accettano anche di rinunciare al sesso, al trucco e all’intrattenimento frivolo. Rinunciano inoltre a molti altri comfort. Se non l’aveste ancora capito stiamo parlando dei monaci buddisti. Il possibile anello di congiunzione tra droghe e buddismo è ancora oggetto di dibattito. Quando l’uso delle droghe è a fini terapeutici, i buddisti tendono ad accettarlo.

Nonostante ciò, la cannabis è una pianta che assume particolari connotazioni quando si mescola con le religioni. In molte regioni dell’Asia buddista, ad esempio, l’uso e il possesso di cannabis sono severamente puniti, anche per motivi terapeutici. Per il possesso di piccole quantità di marijuana si possono rischiare anni di carcere o addirittura la pena di morte.

GLI PSICHEDELICI SONO UNA “VIA D'ACCESSO” AL BUDDISMO?GLI PSICHEDELICI SONO UNA “VIA D’ACCESSO” AL BUDDISMO?

Esistono molti argomenti pro e contro quest’idea. Gli insegnamenti del buddismo vanno contro l’uso di elementi esterni per raggiungere l’illuminazione. E si pronunciano anche contro la “brama” di qualsiasi cosa, sia un’esperienza “religiosa” o una droga che ne apra le porte.

Il nirvana è il raggiungimento di un luogo di felicità definitiva. È uno stato in cui l’incessante ciclo di rinascite e dolori non ha luogo. Secondo alcune concezioni, è il culmine della vita. Secondo altre, è il tempo in cui il “sé” diventa uno con gli altri. Ed è proprio qua che gli psichedelici, in special modo lo LSD, cominciano ad entrare in gioco.

Il processo di astrazione dal sé è una delle principali caratteristiche delle droghe psichedeliche, ed è in questo stato di alterazione che molte persone cominciano a esaminare l’esperienza attraverso il prisma di questa religione e filosofia orientale.

BUDDA USAVA PSICHEDELICI?BUDDA USAVA PSICHEDELICI?

Domanda interessante. È ben possibile che abbia fatto uso di certe droghe psichedeliche. L’uso di droghe “somatiche” era un aspetto comune delle religioni di quella regione. È anche certamente possibile che abbia fatto esperienze con degli psichedelici durante la sua fase di . Ed una volta che si fu stabilizzato, mise al bando le sostanze stupefacenti.

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E con ciò? Budda era solo un uomo, non un dio. Se il vostro nirvana personale viene attivato da un viaggio psichedelico, in fin dei conti chi vi può giudicare?

LE POSIZIONI UFFICIALI DEL BUDDISMO NEI CONFRONTI DELLA CANNABISLE POSIZIONI UFFICIALI DEL BUDDISMO NEI CONFRONTI DELLA CANNABIS

Fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe azzardato a chiedere al Dalai Lama la sua posizione nei confronti della cannabis. Tuttavia, secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dal Dalai Lama, l’uso della cannabis a fini terapeutici è permesso nel buddismo.

Infatti, secondo il Dalai Lama, la personificazione della dottrina buddista, l’unica buona ragione per consumare cannabis è quella terapeutica. In ultima analisi, i buddisti sostengono che l’unico modo per raggiungere l’illuminazione è mantenere la mente lucida.

Nonostante possa in parte aiutare questo percorso, la cannabis è guardata con una certa disapprovazione. Il Dalai Lama considera che l’uso ricreativo della marijuana non consenta ai consumatori di seguire il percorso di vita disegnato secondo gli insegnamenti di Buddha. Perché no? Perché annebbia la mente.

PERCHÉ C'È UN RINNOVATO INTERESSE PER QUEST'ARGOMENTO?PERCHÉ C’È UN RINNOVATO INTERESSE PER QUEST’ARGOMENTO?

Vi sono varie ragioni per cui quest’argomento è attualmente di moda. Il primo è un certo revival culturale. Queste idee furono rese popolari in principio dalla generazione Beat, e quel periodo sta venendo nuovamente recuperato nel discorso culturale. C’è un enorme malcontento che sta fermentando, a livello culturale e generazionale, e questo ovunque.

I “Millennial” sono alla ricerca di risposte nuove. I “Boomer”, di illuminazione spirituale. Una delle tendenze che ne risultano? Un rinnovato interesse per le religioni orientali. L’altra che vi si intreccia? La rinascita dell’interesse tanto per la cannabis che per le droghe psichedeliche, anche per finalità terapeutiche. Questo include il trattamento dei cosiddetti disturbi “psichiatrici” come la depressione.

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A sua volta, questo ispira molti a prendere in considerazione la combinazione di buddismo e droghe psichedeliche – in particolar modo funghi magici e LSD. Coloro che integrano questo tipo di droghe nelle loro pratiche spirituali, di frequente adottano anche tutto un intero stile di vita; questo include anche la pratica dello yoga.

La coscienza del momento presente, a prescindere dai cambiamenti esterni, è uno degli aspetti più “moderni” del buddismo. Distaccarsi dal passato e vivere nel momento presente, senza ego, è un concetto che attira questa generazione, almeno in teoria. Se la capacità di sentirsi illuminati viene resa possibile da sostanze psichedeliche, che problema c’è? Soprattutto se ciò vi aiuta a raggiungere altre mete.

Gli atteggiamenti riguardo alle droghe in questi tempi stanno veramente cambiando. La legislazione sta influenzando questi cambiamenti, come anche i social media. E così pure una maggior comprensione scientifica del modo in cui cervello e corpo funzionano insieme in presenza di sostanze psicoattive.

buddaIL BUDDISMO E LA CANNABIS AI GIORNI NOSTRI

All’interno della scena cannabica troviamo numerosi aspetti e persone con una certa affinità con il buddismo. Con il nome Buddha sono state battezzate (come la Big Buddha Cheese) e seedbank e molti coffeeshop e dispensari espongono statue raffiguranti il Buddha.

Da ciò deduciamo che, malgrado la crescente accettazione dell’uso ricreativo della cannabis, sempre più tollerato da persone e persino da alcune religioni, il buddismo non sembra ancora intenzionato a cambiare la propria posizione. Forse il Dalai Lama dovrebbe partecipare ad una sessione di “Hot Box”. Potrebbe rivelarsi un’esperienza molto divertente.

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