Legalizzazione cannabisLegalizzazione cannabis, miliardi nelle casse dello stato e meno crimine

Legalizzazione cannabis – Fare in Italia come si fa in Norvegia, dove si investono ogni anno miliardi di euro in start up. Più meritocrazia e meno operazioni “simpatia”. Creare attraverso la promozione di politiche ambientali ed energetiche, e grazie a zone tax free. Legalizzare la cannabis, la cui vendita controllata porterebbe nelle casse dello Stato un guadagno pari a 2 punti percentuali di Pil ogni anno, strappando questo gigantesco business dalle mani sporche di sangue della criminalità organizzata.

Sono alcuni degli argomenti perorati nell’intervista di Abruzzoweb da Fabio Blasioli, imprenditore  di Manoppello (Pescara) , candidato alla Camera nel collegio maggioritario di Pescara, e anche nel collegio proporzionale di Chieti-Pescara, per “10 volte meglio”, la nuova formazione fondata Andrea Dusi, giovane imprenditore veronese.

Una lista che si presenta come il “partito dell’innovazione, della tecnologia e del turismo”, fuori dagli attuali schieramenti, che a qualcuno ricorda “Fare per fermare il declino”, o anche il Ciudadanos spagnolo, e che in dieci regioni italiane ha candidato soprattutto startupper, esperti di e comunicazione, ingegneri, imprenditori nell’e-commerce, nel turismo e nei servizi.

Anche Blasioli del resto opera nel settore delle startup, nel campo dei servizi rivolti al monitoraggio ambientale, degli impianti fotovoltaici e del dissesto idrogeologico. Nel suo recente passato una militanza nel Movimento 5 stelle, da cui poi se ne andato sbattendo la porta, aprendo in Abruzzo una sezione Alternativa libera, formazione creata a livello parlamentare dagli onorevoli grillini “pentiti”.

Fabio Blasioli, tanto per rompere il ghiaccio: chi siete voi di 10 volte meglio, da dove venite e soprattutto dove volete arrivare?

Con 10 volte vogliamo trovare il modo di essere funzionali al momento di cambiamento di cui L’Italia ha bisogno. Siamo arditi che si sono liberati dai propri giochi di mente.

Lei ha aderito al Movimento 5 stelle. Poi cosa è accaduto, perchè si è allontanato dal Movimento?

I parlamentari abruzzesi avevano priorità per istanze di: Cobas, cgil, Rifondazione comunista. Proprio Rifondazione Comunista è membro del gruppo europeo delle sinistre comuniste. Guarda caso l’affinità di voto del M5S in Europa è proprio con questo . Il M5S vota l’80% degli emendamenti della Sinistra Unitaria Europea, un  gruppo che è riferimento di quei partiti comunisti e socialisti democratici che si oppongo all’Unione Europea, gruppo al quale aderiscono i partiti comunisti italiano, francese, portoghese, spagnolo e i partiti di sinistra del Nord Europa. Vecchia politica, altro che cambiamento, specie in Abruzzo.
“Voglio essere utile per il Fare”. Quello era il messaggio. Agli eletti del M5S, invece, oggi rimane la responsabilità di aver portato il proprio elettorato alle barricate, fregandosene degli effetti collaterali, quelli avvenuti nella quotidinaità, nella vita delle persone.
5 consiglieri, 3 deputati, 2 senatori ed un eurodeputato. Una vertialità politica regionale  importante che non ha portato un euro in Abruzzo. Non ha portato alcun piano di sviluppo territoriale. Ci ritroviamo solo delle persone che si sono arrogate il di essere la razza che avrebbe portato seco il gene dell’onestà. Chiacchere alla naftalina che han nascosto ben altri obiettivi, obiettivi che hanno assolto a compiti proposti da forze internazionali delle quali non conosciamo ne scopi e tanto meno strategie.

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Le start up sono la panacea, visto il loro alto tasso di mortalità?

E’ proprio questo il problema. Non dovrebbe esserci questa emorragia, proprio per il funzionamento stesso delle “start up”. Oggi la Norvegia investe 2 miliardi di euro nel settore “start up”, e in Italia l’Ingegno è “coltivato” da millenni.
Ci servono più investimenti strutturali, accompagnati dal legislatore capace di modulare, di conseguenza, sia l’accesso alle risorse che il suo utilizzo.
Più meritocrazia e meno operazioni “simpatia”.

Magari non 10 idee, ma qualcuna tra le migliori per l’Abruzzo…

Università e ricerca: Investire sulla ricerca, sviluppando i brevetti dei centri di ricerca Universitari abruzzesi che ad oggi non riescono ad attrarre investitori, basti pensare che siamo il fanalino di cosa nell’unione Europea in questo settore, mentre la Romania è tra i primi posti. Sempre fanalino di coda per numero di universitari prodotti e numero di universitari captati dal mondo del lavoro. Un’ecatobe. Un disservizio che si è strutturato a causa dalle attuali politiche universitarie. L’Italia che è storicamente madre della prima Università è ridotta così? Poniamoci  questa domanda.
Ambiente e lavoro: cCreare posti di lavoro attraverso la promozione di politiche ambientali ed energetiche.
Defiscalizzazione. Creeremo zone tax free per facilitare la nascita e lo sviluppo di distretti tecnologici e di ricerca nei settori strategici.
I miei primi 100 giorni: intercettare le organizzazioni civiche e istituzionali impegnate per la valorizzazione di Ambiente e Turismo. Diffondere la cultura del monitoraggio ambientale e le conoscenze tecnologiche nel rilevamento della qualità dell’aria, del monitoraggio delle discariche, del monitoraggio dei territori sensibili a dissesti idrogeologici; mappatura degli edifici storici e beni culturali abruzzesi, e italiani. Successivamente instaurare un canale preferenziale con le Regioni e gli uffici predisposti alla Formazione dei Giovani per avviare i percorsi adatti a qualificare nuove professioni intercettando risorse e stipulando impegni che diano il via ad attività professionali che oggi il Paese e l’Abruzzo necessitano. Far si che l’accellerazione prodotta dalla presenza nel nostro gruppo di eccezionali competenze sia il momento attivatore di future fiorenti ed innovative attività imprenditoriali.

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Che giudizio dà dell’ambientalismo del no a prescindere, del Not in my back yard, che qualcuno a arriva definire come una sorta di neoluddismo?

L’esatto contrario. La tecnologia è il mezzo attraverso il quale tutti i cittadini possono riappropriarsi del controllo ambientale ed esaltare le qualità dell’ecosistema, restituendo in eccellenza, valore e felicità a tutto il settore agricolo, alimentare ed energetico.

Lei è favorevole alla termovalorizzazione?

Sono per l’economia circolare, per il riciclo degli scarti industriali e civili, attraverso la creazione di “start up”. Siamo per le . Lei mi fa una domanda su una questione che mai avrei preso in esame, la termovalorizzazione. Oggi invece ci ritroviamo con queste strategie energetiche già avviate e alle quali, come lei ha dimostrato ponendomi questa domanda, dobbiamo rispondere senza averne mai visto l’utilità.

Tengono banco giustificati allarmi sul fatto che la tanto celebrata innovazione tecnologica e automazione alla fine distruggera molti più posti di lavoro di quelli che crea. Qual è la sua opinione in merito?

L’innovazione tecnologica e l’automazione non possono che essere il benessere per l’economia e per le famiglie. Energie rinnovabili e nuove tecnologie vanno di pari passo, un legame fiosiologico imprescindibile. Nuove professioni e start up, con un governo che sostenga questa tipologia di iniziative. Questo voglio per la mia regione. I nostri giovani che realizzano le idee, questo sarebbe super!

Cosa vi distanzia maggiormente dal Partito democratico e centrodestra?

Che non siamo un partito tradizionale.

Quali sono i mali oscuri che attanagliano il nostro Paese?

Eccessiva burocrazia, clientelismo, pressione fiscale e il proibizionismo.

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Con Alternativa libera Abruzzo, lei ha sostenuto laraccolta firme a favore della legalizzazione della cannabis. Il proibizionismo ha fallito?

Sono stato il promotore della raccolta firme con l’avvocato Alessio Di Carlo. Un’amicizia nata intorno la volontà di liberarsi del quasi secolare processo criminalizzante che interessa milioni di cittadini italiani. Le piazze dello spaccio continuano a proliferare, malgardo l’estenuante lavoro delle forze dell’ordine.

Voglio riprendere i figli di questa nazione e con loro iniziare a ricostruire, insieme. Colorado e California, ma anche , Olanda, Portogallo sono gli ultimi esempi di legalizazione e relativo miglioramento dell’economia di Stato e dei diritti umani. A prescindere degli interessi che ogni nazione ripone rispetto ques’argomento, il mio pensiero è soprattutto rivolto ai giovani italiani.

In 2 anni sono nati 225.000 bambini in meno, e la tendenza è irreversibile. Riversare i giovani, quel che resta del nostro futuro, nelle piazze dello spaccio! Questo è il risultato del proibizionismo. Dallo spacciatore si trova di tutto, ragazzi catapultati dentro un mondo, quello della criminalità, che mai avrebbero voluto e potuto frequentare. Anche così si è persa la serenità sociale. Il proibizionismo ha distrutto la serenità di intere famiglie e comunità italiane.

La legalizzazione da la possibilità di appropriarsi di un diritto fondamentale che permetterebbe allo Stato di riconoscere dignità a milioni di italiani, 9 milioni per l’esattezza. La cannabis ha in Abruzzo ha una tradizione economica, agricola e medicinale, fino all’avvento del cotone anglosassone che ha “sospeso” questa innata cultura territoriale.
Voglio fare in modo che la cannabis smetti di essere libera ma che diventi regolamentata nelle modalità di utilizzo, e che magari incentivi solo produzioni nazionali? Parliamone.

Con il suo monopolio, della cannabis, c’è il guadagno di 2 punti percentuali di PIL per anno, senza mettere “le mani in tasca agli italiani”. Miliardi di Euri, risorse pulite che ci eviterebbero la Patrimoniale verso la quale ci sta portando il M5S. Miliardi di Euri che sicuramente farebbero fare impresa, attraendo i ricchi mercati internazionali, ormai avviati e legali. Moneta sonante utilizzabile per prevenzione, asili nido ed educazione.
In soldoni auspico la regolamentazione del fenomeno, quindi la legalizzazione.

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