Con la sclerosi multipla cammina grazie alla cannabisCon la sclerosi multipla cammina grazie alla

Il beneficio che la Marijuana (cannabis) può apportare a persone affette da , Aids, Parkinson, epilessia e Sclerosi Multipla, è riconosciuto da tempo dalla comunità scientifica. In Italia, invece, è un ‘caso’ la ragazza di 30 anni che partecipa alla sperimentazione della Regione Puglia sull’uso terapeutico del Bedrocan a base di Marijuana a carico del servizio sanitario.

Mi chiamo Lucia, ho 30 anni e la sclerosi multipla. Stavo su una sedia a rotelle, ora grazie alla cannabis cammino. Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia, ci hanno donato la libertà di cura” dichiara la ragazza, nella sua lettera pubblicata anche sul Corriere del Mezzogiorno (QUI) il 30 ottobre 2011.

All’Ospedale Ferrari di Casarano, in Puglia, il Bedrocan è usato per tenere a bada il dolore neuropatico ed è somministrato attualmente su cinque pazienti dell’ospedale. Il ruolo positivo che la cannabis è in grado di apportare a persone affette da cancro, Aids, Parkinson, epilessia o, come in questo, caso Sclerosi Multipla, è riconosciuto già da tempo da buona parte della comunità scientifica. Il Bedrocan fanno sapere i responsabili dell’Ospedale Ferrari, è somministrato da circa un anno, questo è in Italia in assoluto il primo caso di una sperimentazione di questo tipo.

Da circa 11 anni, l’uso della cannabis a fini terapeutici, è legale in quanto autorizzato dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti.

Nonostante ciò in Italia non esistono ancora procedure di importazione legale dei farmaci contenenti cannabis, è per questo motivo che il suo uso presso gli ospedali è così scarso. Difatti per poter somministrare uno di questi farmaci (come previsto nell’articolo 2 del decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997 che regola le “importazioni di specialità medicinali registrate all’estero”) il deve fare i conti con una rigida burocrazia: va redatta una richiesta d’importazione, alla quale va allegato il consenso del paziente, da consegnare ad una farmacia ospedaliera che dovrà a sua volta re-inoltrare la richiesta al ministero della Salute. A questo punto il ministero dovrebbe rilasciare una speciale autorizzazione, solo allora la farmacia potrà contattare la casa produttrice ed attendere l’eventuale spedizione.

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Nella lettera la giovane si definisce, “una dei cinque fortunati pazienti” cha hanno avviato il trattamento e descrive i “miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita“. Lucia scrive per far conoscere la sua storia e per ringraziare chi si è battuto per garantire e donare ai malati libertà di cura.

La delibera della giunta regionale pugliese firmata a febbraio dall’assessore alla salute Tommaso  autorizza l’erogazione dei a scopo terapeutico a carico del servizio sanitario regionale, uno degli ultimi atti del primo Vendola. In realtà il provvedimento si limita a recepire un decreto ministeriale del 2007, ma costituisce uno dei testi più avanzati in tutta Italia sull’utilizzo clinico della cannabis. Come la Puglia solo la . Ogni Asl dovrà garantire la copertura totale dei costi per acquistare le sostanze stupefacenti e psicotrope destinate al trattamento del dolore nei pazienti affetti da cancro e da sclerosi multipla: una spesa mensile di circa 600-700 euro che prima potevano affrontare unicamente i più abbienti e comunque solo dopo un interminabile iter e attese di 5-6 mesi.

fonte: http://www.parkinson-italia.it

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