Come vaporizzare l'hashish (2 parte): Consigli generaliCome vaporizzare l’ (2 parte): Consigli generali

Questa è la seconda puntata nella trilogia che affronta la teoria e la pratica della vaporizzazione dell’hashish Il primo articolo descrive cos’è l’hashish e ciò che lo distingue da altri concentrati moderni. In questo pezzo invece svelerò delle mie scoperte e offrirò qualche consiglio gli interessati alla vaporizzazione dell’hashish.

Come vaporizzare l’hashish: Consigli generali

Sono abbastanza fortunato da possedere un paio di vaporizzatori portatili – una parte del mio lavoro include scrivere recensioni. E devo ammettere che ho un debole per l’hashish. Però attraverso la vaporizzazione sono stato abituato a consumare soprattutto erba essiccata e occasionalmente concentrati, quindi il mio uso di hashish è stato leggermente trascurato.

Non avevo mai trovato il tempo per condurre delle ricerche approfondite per capire se sarebbe stato possibile sposare le mie passioni per la vaporizzazione con l’hashish. Mi sono quindi preso l’impegno con questa serie di articoli di esaminare questo accoppiamento ancora avvolto dal mistero.

Le informazioni che seguono sono abbastanza generiche, quindi è possibile poterle applicare gli stessi principi a qualsiasi dispositivo che vaporizza l’erba macinata. Comunque scoprirai che alcune unità funzionano meglio che altre. Nel prossimo capitolo infatti esamineremo nel specifico quattro modelli e i risultati che ho ottenuto con la vaporizzazione dell’hashish.

Eccovi alcuni dei miei appunti e consigli sulla vaporizzazione dell’hashish

SOLO HASHISH PURO

Il trucco che alcuni usano è di vaporizzare dell’hashish sbriciolato avvolto dall’erba sminuzzata, ma io ho provato di evitare questo metodo, cercando il modo di vaporizzare solo hashish, senza ganja. Non ho mai capito veramente la logica di questi pasticci: si diventa così sballati dai cannabinoidi dell’erba, che non si potranno più notare le varie sfumature dei diversi ingredienti.

L’unico modo di misurare gli effetti di questa miscela, sarebbe di usare degli attrezzi da laboratorio, che sono fuori dalla mia portata. Quindi nei consigli che seguono, eviterò di prendere in considerazione questo metodo.

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Raccomanderei l’uso dell’hashish più friabile – spesso questa varietà si chiama polline (di colore marrone chiaro/giallastro, di consistenza granulare) normalmente proveniente dal , dall’Asia Centrale e dai paesi Mediterranei, dove viene setacciato dal e poi compattato usando una pressa.

QUAL È IL MIGLIOR TIPO DI HASHISH?

Raccomanderei l’uso del miglior tipo di hashish polline (kief) che ti riesci a procurare. Vuoi evitare a tutti i costi che qualche elemento contaminante rovini il tuo prezioso e costoso .

Ho fatto una prova con dell’hashish di forbici usate durante la cimatura. Era molto appiccicoso e resinoso. Mi risultava particolarmente difficile sminuzzarlo, al più mi uscivano piccole caccole, che si appiccicavano l’una con l’altra mentre le posavo nel fornello del vaporizzatore. La mia idea era di trasferire nel fornello del materiale sminuzzato il più finemente possibile per aumentarne la diffusione sulla superficie e assicurare il rilascio più elevato e uniforme possibile dei cannabinoidi. La resina è stata vaporizzata, ma sono rimasto leggermente deluso dalla quantità di alcaloidi attivi rilasciati, quindi ho cercato un’altra soluzione.

Ho poi provato con un polline molto particolare (e potente) che ho trovato al Media Coffeeshop di Amsterdm. È una varietà interessante perché deriva da una Amnesia Haze ricavata usando tecniche di lavorazione marocchine. Un fumo artigianale.

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FIBRA DI SBOZZIMATA

Magari non ne avrai ancora sentito parlare, ma la fibra di canapa sbozzimata è la chiave che apre al mondo della vaporizzazione dell’hashish. L’hashish, quando vaporizzato, inizia a sciogliersi. E vuoi evitare assolutamente che questo materiale fuso entri nel tuo prezioso vaporizzatore. Alcuni modelli sono dotati di capsule per la vaporizzazione di materiali concentrati o liquidi, che potresti essere tentato di usare anche per l’hashish.

Non farlo! – a meno che tu non voglia rovinare la capsula per concentrati/liquidi e doverne comprare una nuova. Non sono esattamente economici e non raccomanderei questa scelta.

È molto più economico usare della fibra di canapa sbozzimata, inoltre mantiene più pulito e protegge più a lungo il tuo vaporizzatore.

Il trucco sarebbe di imbottire con uno strato ogni parte del vaporizzatore esposto all’hashish fuso. Nel mio caso, con il Mighty, questo significava mettere uno strato sopra la mia capsula per concentrati e poi uno strato sopra l’hashish. Così potevo proteggere la capsula per concentrati e anche la retina del bocchino.

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A seconda del modello dovrai intuire in quale posizione è meglio utilizzare la fibra di canapa, ma mi raccomando, sempre, di usarlo. In tutte le mie prove non ha mai preso fuoco e non ha avuto alcun impatto notevole sul gusto.

Il tuo hashish non evaporerà come fa un concentrato di prima qualità. Ci saranno dei residui, che possono essere raccolti dalla fibra in canapa.
Il tuo hashish non evaporerà come fa un concentrato di prima qualità. Ci saranno dei residui, che possono essere raccolti dalla fibra in canapa.

Purtroppo la fibra di canapa sbozzimata non è più in commercio: una alternativa alla fibra di canapa è il cotone biologico.

PREPARAZIONE DELL’HASHISH

Sono riuscito a sminuzzare il mio polline usando un tagliere e un pesante coltello affilato. Ho preferito usare un coltello invece che bruciare un tocco e poi sbriciolarlo (una tecnica solitamente usata per caricare le canne).

Scusate se queste cose le sapete già, non voglio essere un predicatore, ma le dico perché sono importanti e vedo ancora molti fare degli errori. In un qualsiasi prodotto derivato dalla canapa (erba essiccata, concentrati o oli), avrai dei terpeni, che donano gusto e odore, oltre che dei cannabinoidi (THC, CBD, etc) che forniscono l’effetto terapeutico o lo sballo. I terpeni sono piuttosto volatili e si vaporizzano a temperature piuttosto basse, ecco perché il primo tiro ha sempre l’aroma migliore. Invece i cannabinoli hanno una soglia di vaporizzazione più alta.

Si dice che i terpeni aggiungano delle proprietà agli effetti finali, e sono pienamente d’accordo. Quindi bruciarli tutti con un accendino prima di provarli nel tuo vaporizzatore sembra un po’ uno spreco, anche se al momento stesso della combustione emettono un bellissimo profumo.

Ecco perché preferisco sminuzzare l’hashish con un coltello affilato e riempire il vaporizzatore con la polvere risultante.

QUANTO HASHISH SERVE A SEDUTA?

Nei quattro vaporizzatori portatili che ho provato, mi è sempre bastato 0.1 grammo a seduta. Questa quantità erogava circa 8-10 tiri, con nuvole dense e gustose. Abbastanza da sballare 2-3 persone, o nel mio caso farne sconvolgere una proprio tanto!

A seconda del modello del tuo vaporizzatore e della tua tolleranza potresti volerne aggiustare la quantità. Tieni conto che gli effetti sono potenti, quindi è perfetto per una sera tranquilla in casa, ma forse non molto adeguato per una sveltina alla mattina o se stai andando ad una festa.

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Un altro argomento contrario ad un carico abbondante di hashish si basa sul fatto che si scioglie velocemente e si agglomera facilmente. In pratica, più ce n’è più è facile che si ammucchi, quindi più piccola sarà la superficie in contatto con il calore paragonata alla massa. Un grosso grumo può avere cannabinoli intrappolati al suo interno, e quindi finire per essere sprecato.

CONCLUSIONE

Eccovi un resoconto di quello che ho scoperto durante la mia sperimentazione

  • È confermato, si può vaporizzare l’hashish
  • Il polline funziona meglio della resina, perché è più facile da sminuzzare, incrementando la sua superficie.
  • Il miglior modo che ho trovato per sminuzzare l’hashish è con un coltello su un tagliere.
  • Dopo averlo riscaldato, l’hashish macinato finirà per assomigliare a della resina fusa.
  • La non deve essere al massimo, come per altri concentrati. Anche a temperature più basse si ottengono buoni risultati, per un effetto più celebrale, impostare a circa <185°C, mentre per un effetto hash più tipico usare temperature più alte >185°C.
  • Le temperature elevate (200°C+) sono più adatte a indurre al .
  • Con una minima quantità si ricavano più tiri che da un fornello pieno di erbe essiccate.
  • Circa 0.1 grammi sono una quantità sufficiente da macinare e con cui riempire la camera. Questa quantità ti permette di lasciare abbastanza spazio per la tua fibra di canapa.
  • Una fibra di canapa sbozzimata è essenziale per non danneggiare il tuo prezioso vaporizzatore con dell’hashish sciolto e fuso.
  • Le nuvole di di hashish sono molto dense.
  • Il sapore è buono.
  • Gli effetti possono essere descritti come “potenti”.

Questi punti riassumono i miei consigli per la vaporizzazione dell’hashish. Nel prossimo articolo guarderemo come si comportano quattro vaporizzatori portatili molto richiesti VapCap ‘M’Pax 3Firefly 2 e il Mighty della Storz & Bickel con la vaporizzazione dell’hashish.

Tu vaporizzi l’hashish? Hai qualche consiglio da condividere con noi?

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