Circolare Salvini contro Cannabis legaleCircolare Salvini contro Cannabis legale : limiti imposti dalla legge

L’Italia con la cannabis light ha fatto un passo avanti nella legalizzazione della cannabis ? Il 2018 verrà ricordato anche per i tanti negozi di legale aperti in tutta la penisola. Mentre sul web è sempre più attivo il dibattito su questo tipo di cannabis, è bene capire quali siano i limiti imposti dalla legge italiana.

Il ha voluto dare maggior respiro a quello che potenzialmente è un mondo produttivo molto redditizio, come dimostrato dagli Stati Uniti. La legge del 2016 aumenta il range consentito per la coltivazione di legale, pur restando in certi limiti. Nessuna droga legale è stata messa in commercio, per essere chiari.

Tale provvedimento è risultato essere però molto sintetico, non andando dunque a esplicare il comportamento da seguire in determinate situazioni. canapa legale (anche quella terapeutica) e mettersi alla guida ad esempio, è sanzionato dalle forze dell’ordine.

Ecco dunque cosa dice la legge italiana in merito. La coltivazione di canapa legale è consenta con l’utilizzo di sementi registrati nell’, con contenuto di thc massimo pari allo 0.6%. Il limite è atto a limitare in maniera quasi totale le proprietà psicoattive.

Ecco dunque quali sono le finalità della coltura della canapa secondo lo Stato italiano:

  • Coltivazione e trasformazione
  • Sviluppo di filiere integrate
  • Impiego di semilavorati di canapa provenienti da filiere locali
  • Realizzazione di opere di bioingegneria, attività didattica, ricerca e bonifica dei terreni
  • Produzione di alimenti, , semilavorati e cosmetici innovativi per svariati settori industriali

Per procedere alla coltivazione non è necessaria alcuna autorizzazione, il che vuol dire non avere il dovere di comunicare nulla alle forze dell’ordine locali. Il coltivatore dovrà però conservare i cartellini della semente acquistata, per un massimo di dodici mesi, così come le fatture, per il periodo previsto dalla norma vigente.

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In molti si sono però interrogati sulla circolare diramata dal Ministero dell’Interno, a firma del ministro Matteo Salvini. Ecco dunque i temi esplicati:

  • Tollerabilità del possesso della canapa con thc superiore allo 0.2, entro il limite dello 0.6, valida unicamente per coloro che lavorano la canapa stessa, ovvero gli agricoltori
  • Divieto di coltivazione e vendita, per altri soggetti, oltre la soglia dello 0.2

Se tale circolare dovesse passare in giurisprudenza, come pare probabile, rappresenterebbe un duro colpo per tutti coloro che hanno deciso di investire nel commercio della canapa legale. Per loro, superata la quota dello 0.2, si applicherebbero le consuete pene previste per la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Circolare Salvini contro Cannabis legaleIl nostro Ministro dell’Interno nonchè Vicepresidente del Consiglio si è scelto quindi un altro nemico mortale. Evidentemente i profughi e l’Unione Europea ora lo annoiano, o magari chissà aveva semplicemente voglia di qualcosa di nuovo e ha deciso di dirottare tutta la sua rabbia contro i negozi di Cannabis Light e chi ha deciso di investire le proprie risorse in questo business.

La notizia risale all’11 Settembre, quando è stata resa di dominio pubblico una circolare (che potete legger o scaricare in fondo pagina) nella quale Matteo Salvini illustra alle forze dell’ordine come rapportarsi con i commercianti che vendono Cannabis Legale. Il documento in questione è datato 31 Luglio 2018, ma la pubblicazione è avvenuta dopo diverse settimane. La prima parola che ci viene in mente alla lettura dello scritto pubblicato dal Ministro è senza dubbio “repressione”. In pratica Salvini comunica alle forze di polizia che con ogni mezzo necessario e attaccandosi a ogni cavillo devono ostacolare questo scempio di business che a lui proprio non piace.

La circolare ribadisce alcune linee guida riguardanti le procedure di controllo da applicare senza alcuna pietà nei confronti dei negozi di cannabis light: controlli a tappeto, zero tolleranza, tutto ciò che è solo dubbiamente lecito deve essere inquisito e condannato.

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per i negozianti (anche se rispettano la legge)

Il succo del discorso che Salvini vuole che sia ben chiaro è questo: cercate le vendute con l’illegittimo scopo di essere fumate, scovate quelle che non rientrano tra le 64 varietà tollerate dal Catalogo Europeo e soprattutto tutte quelle che superano il limite dello 0,5 % di THC (nonostante la legge sulla canapa tolleri fino allo 0,6% nelle coltivazioni). Se trovate anche solo l’ombra o il sospetto di un’irregolarità il titolare del negozio si becca una denuncia per spaccio e il prodotto viene sequestrato, ovviamente con tanto di segnalazione dei clienti al Prefetto.

Ci mancava solo che concludesse il tutto con un “al rogo, al rogo”.

La circolare è infarcita con l’elenco di varie operazioni di sequestri di polizia ai danni di molti commercianti di Cannabis Light, esposte come se fossero un trofeo. Peccato che non sia citato come in 9 casi tra i 10 citati, l’autorità giudiziaria abbia poi annullato sistematicamente i sequestri dichiarandoli illegittimi o archiviandoli e restituendo il prodotto ai commercianti.

Ma a quanto pare il Ministro ha deciso che è ora di iniziare a fare sul serio, quindi prende disfa e rigira le normative a proprio piacimento diventando ora anche giurista e legislatore. E questo la dice tutta.

E pensare che fino a qualche anno fa l’oggi convintissimo leader della la pensava diversamente e quando nel 1998 ancora si proclamava leader dei comunisti padani (si, se non lo sapevate già, Salvini, un tempo si definiva comunista) sosteneva la liberalizzazione delle droghe leggere. Ma non dobbiamo andare troppo lontano nel tempo perché solamente una manciata di anni fa, durante un’intervista in un programma televisivo sul canale La7, il politico si esprimeva come possibilista sulla legalizzazione delle droghe leggere.

Gli effetti della circolare (parole parole parole…)

Lo avrete capito, abbiamo un Ministro degli Interni che non nasconde le sue manie e il suo puntiglio. Prima se la prende con uno e poi con l’altro senza preoccuparsi che la legge non sia a sostegno della sua tesi. Può scrivere tutte le circolari che vuole che poi, alla fine, il risultato non cambia. I negozi di cannabis light continuano il loro lavoro ovviamente senza ostacoli, visto che nessuna legge reale impedisce loro di far crescere e prosperare le proprie attività. L’ennesimo tentativo di spaventare gli operatori non è stato efficace nemmeno questa volta, e poi si sà… can che abbaia non morde e a furia di sgolarsi Salvini si farà giusto venire un bel mal di gola.

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Ci piacerebbe consigliargli il miele alla cannabis, dall’ottimo potere lenitivo e antinfiammatorio, ma siamo quasi certi che non lo considererebbe un’offerta di pace.

fonti: https://quifinanza.it e https://cbweed.com/

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