Cannabis terapeutica : al senato il grido dei pazienti terapeutica : al senato il grido dei pazienti

Cannabis terapeutica, ultimo atto: parlano i malati. Oggi alla sala Caduti di Nassirya del Senato una piantina legale di cannabis fa il suo ingresso su una sedia a rotelle. A portarla è , affetto da sclerosi multipla e responsabile di  LaPiantiamo. Con lui ci sono altre persone affette da gravi patologie e che trovano nella cannabis terapeutica una terapia fondamentale. L’iniziativa per l’approvazione della legge è stata promossa da diverse reti e associazioni come A Buon , Antigone, Associazione Cannabis Terapeutica, Associazione Luca Coscioni, CanapaCafè, CGIL, CILD, , FP CGIL, LaPiantiamoCSC, la Società della Ragione, Legalizziamo.it, Legacoopsociali, LILA, SIRCA. E ha visto la presenza di senatori del Gruppo misto, del Pd e di M5S.

“Da attento osservaotre radicale di tutte le battaglie anti proibizioniste – racconata Andrea Trisciuoglio – noto che vengono sempre vinte quando i malati scendono in campo. L’ho chiamata legge stampella perché l’ex ministro della Giustizia Flick diceva che il percorso verso la legalizzazione arrancava, richiamando le mie difficoltà di deambulazione, provocate dalla sceloris multipla. Alcuni anni fa mi sono proposto di essere speranza per chi speranza non ha più. Proprio come ricordava Pannella, spes contra spem”.

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La speranza nasce dalla possibilità di accedere al farmaco di cui oggi c’è un’emergenza per la fine della scorte. “La cannabis è un farmaco diverso che agisce sul , a differenza della totalità degli altri farmaci – spiega Marco Ternelli, farmacista. Con le diverse varietà ogni pazeitne può ottenere un farmaco peronalizzato nella dose e nella forma più adata alla specifica esigenza e . La cronica e continua carenza di ha protato a discontinuità e interruzione delle somministrazioni nella maggior parte dei pazienti causando la perdita parziale o completa di tutti benefici e progressi raggiunti”.

Ed è la ricerca scientifica uno dei punti su cui gli organizzatori chiedono ai senatori di far approvare la norma: “una legge nazionale – afferma Paolo Poli della Società Italiana Ricerca Cannabis (Sirca) – dovrà concedere alle Regioni la possibilità di contribuire alla produzione, eliminando il problema della carenza e dovrà permettere lo sviluppo di nuove preparazioni anche ad altri enti o imprese, oltre all’istituto Farmaceutico Militare. Inoltre dovrà affidare l’aggiornamento e la raccolta dei dati a chi veramente in questi anni ha usato la cannabis, l’ha prescritta e sa come il malato risponde ad essa”.

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Il dibattito

Secondo Leonardo Fiorentini, direttore di Fuoriluogo, “il Senato non può far finta di niente e deve trovare il tempo per approvarla”. Anche per Alessandro Metz del Gruppo nazionale dipendenze di Legacoopsociali “siamo all’ultimo momento utile per sancire almeno dei paletti certi sull’utilizzo della cannabis terapeutica da parte di chi ha bisogno per le proprie cure” e “una legge timida e insoddisfacente che se non passasse nemmeno saremmo ben oltre il danno, saremmo alla beffa”.

Per Hassan Bassi del Forum Droghe “l’urgenza non è tanto dettata dalla scadenza elettorale, quanto allo scandalo di un oggi solo fintamente garantito a migliaia di pazienti che hanno trovato sollievo e cura”. Stefano Cecconi della Cgil spiega che “può essere il primo passo verso la legalizzazione della cannabis, per tutelare consumatori e contrastare il narcotraffico come già accade in altri Paesi”. E “deve essere anche una battaglia culturale perché non è più tollerabile che si metta in discussione l’assoluta necessità di una legge chiara ed efficace”, sottolinea Valentina Calderone di A Buon Diritto. Infine Andrea Oleandri (Cild – Non me la spacci giusta) ribadisce che “lo stralcio Miotto rappresenta un importante passo avanti proprio sul terreno del diritto alla cura e alla salute”

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fonte: http://www.nelpaese.it/

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