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Cannabis Ruderalis: L'Erba Rude Ruderalis: L’Erba Rude

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La Cannabis Ruderalis è rimasta l’ultima ruota del carro fra le tre maggiori categorie genetiche della . Tuttavia, si sta facendo un nome e guadagnando un ben meritato rispetto con il suo contributo di geni autofiorenti.

Quando si pensa alle varietà di cannabis, uno dei primi posti dove va la mente va a parare sono le due categorie di cannabis predominanti: Indica e Sativa. Queste sottosezioni genetiche non sono degli estranei per coloro che amano sapere ciò che ingeriscono e l’esatto effetto che ciò avrà su di essi.

Sappiamo che le piante di Sativa sono alte, presentano foglie sottili e sono solitamente coltivate in esterni. Le varietà di Sativa sono associate con uno sballo energico, e utilizzate perlopiù durante il giorno, quando c’è del lavoro da fare.

Viceversa le Indica sono note per essere piante basse, che sfoggiano foglie più larghe e sono opportunamente adatte alla indoor. Le varietà di Indica sono associate piuttosto ad un effetto rilassante e tipicamente considerate di uso notturno.

La conoscenza di queste due giganti della genetica è estremamente utile quando ci si prepara per una specifica esperienza psicotropa. Ma la diffusione di queste due categorie ha escluso un’autostrada genetica che ha trasformato il mondo della coltivazione della cannabis e della creazione di varietà: la Ruderalis.

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RuderalisRUDERALIS: L’”ERBA” RUDE

Il terzo tipo genetico che comprende molte varietà, e varietà ibride, è quello della Cannabis ruderalis. Questa sottospecie cresce fino a più di mezzo metro d’altezza e presenta uno stelo sottile e fibroso da cui cresce un ridotto numero di rami. La Ruderalis ha spesso basse quantità di THC nella sua resina, ed è nota per il suo alto contenuto di cannabidiolo (CBD).

Lo stesso termine “ruderalis” viene dalla parola latina “rudera”, plurale di “rudus”, tradotto in italiano come “macerie, detriti”. Ciò dimostra la natura erbacea di questa sottospecie, come lo sono i climi duri e freddi che è capace di sopportare.

I botanici descrivono le ruderali come quelle vegetali che sono le prime a presentarsi sulla scena dopo che delle perturbazioni si sono verificate nel , quasi come una squadra di riabilitazione ecologica. Tali perturbazioni possono comprendere valanghe e incendi, così come edificazione e attività mineraria.

Mentre le varietà di Sativa e Indica hanno le loro origini radicate nell’Asia centromeridionale, si sa che la Ruderalis è nativa della Russia, e la si è trovata crescere perfino nel clima inflessibile dell’Himalaya settentrionale.
La genetica di questa pianta è considerata situarsi da qualche parte dello spettro fra quelle delle varietà Indica e Sativa.

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La Ruderalis ha ricevuto il suo statuto di perdente soprattutto a causa della sua struttura genetica; contiene tanto piccole concentrazioni di THC che non viene coltivata come varietà ricreativa. D’altra parte, la quantità di CBD contenuta in questa sottospecie le dà il potenziale per essere coltivata per le qualità medicinali che questo particolare cannabinoide sta dimostrando.

Comunque, la Ruderalis cela un fattore genetico che la sta poco a poco spingendo verso le luci della ribalta, e forse verso lo stesso pantheon della fama delle varietà Indica e Sativa.

UNA SOVVERTITRICE DI REGOLE AUTOFIORENTE

La Ruderalis fa davvero brillare il suo potenziale quando consideriamo come possa essere utilizzata per scopi di selezione e coltivazione. Elementi della genetica della Ruderalis sono spesso introdotti per controllare certi fattori della pianta, quali le dimensioni che raggiungerà nel periodo di crescita, e la durata di quel periodo dalla germinazione al .

Comunque, a parte questi fattori, l’effetto maggiore che la Ruderalis ha avuto sulla e sul mercato in generale, è la sua natura di fioritura automatica, ciò che ha condotto alla creazione di molte varietà autofiorenti.

Le varietà Sativa e Indica richiedono infatti un cambio nell’illuminazione per catalizzare il periodo di fioritura. Fattori quali il tipo di luce e la quantità di luce somministrata forzeranno queste sottospecie alla fioritura. Ma le piante di Ruderalis sono autofiorenti, e la sbocciatura comincia qualunque sia l’esposizione al ciclo di luce corrente. Questi geni hanno permesso ai coltivatori di introdurre nelle loro varietà questo comportamento alla fioritura, e di creare un prodotto più efficace, prolifico e popolare.

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Le piante di marijuana autofiorente sbocciano in maniera indipendente in circa 2-4 settimane. L’aspetto autofiorente si pensa derivi dal fatto che la Ruderalis è originaria di regioni in cui le estati sono considerevolmente brevi, ma i periodi di luce diurna estremamente lunghi, variando dalle 22 alle 24 ore al giorno.

Le piante autofiorenti hanno prodotto grandi cambiamenti nei campi dell’ibridazione e della coltivazione domestica. Questa caratteristica consente un breve intervallo di tempo fra la semina e il raccolto, e permette una certa disattenzione data la sua indulgenza quanto alle necessità di illuminazione. Per questa ragione, tali varietà son divenute molto popolari fra i coltivatori principianti, ed hanno avuto un boom sul mercato dei semi.

 

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